| Scritto da admin,
20-04-2008 09:10
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Analisi del
voto, flussi, nuova geografia politica, cosa è cambiato e
soprattutto se qualcosa è cambiato davvero.
Tutti gli analisti
specializzati nelle analisi del voto ci spiegano i cosiddetti
“flussi“. Quale elettorato si è spostato. Chi ha eroso a
destra, chi a sinistra e chi al centro. Queste analisi sono
certamente giuste se riferite alla ultima tornata elettorale, ma non
mettono mai in rilievo da dove si partiva davvero.
I flussi, certo riflettono
la situazione politica del momento. Ma ad una analisi approfondita se
si osserva lo schema tradizionale: destra, centro, sinistra e voto di
protesta, è evidente che sostanzialmente la situazione è
sempre bloccata su questi tre schemi.
Gli elettori che veramente
spostano il loro voto sia con il voto attivo o con l’astensione
sono una percentuale che va dal 3% al 6% . E’ indiscutibile che dal
dopo tangentopoli siano cambiate le tradizionali forze politiche. Se
ne sono formate delle altre come singole o come coalizioni. Dal 94'
in poi, con l’avvento della cosiddetta seconda Repubblica, si è
sempre votato con leggi elettorali diverse o composizioni di
coalizioni diverse, pertanto non si sono sempre avute le stesse
omogeneità né di raggruppamento né di legge
elettorale. Dunque non è vero che ci siano veri e propri
riversamenti di voti tra uno schieramento all’altro ma solamente
dei ritorni di voti una volta dati al partito più vicino
maggiormente rappresentativo della parte più estrema, o
viceversa. La Lega con i suoi 3.024.865 voti è data da tutti
come un partito che ha raccolto un ampio consenso. Si può dire
che è vero rispetto alle due ultime tornate elettorali, ma
molto distante dai 4.038.511 voti avuti nel 1996.
C’è da ricordare
pure che la sinistra arcobaleno era formata da partiti quasi tutti
scissionisti dal vecchio partito comunista. Quindi si può
sostenere tranquillamente che l’Italia torna sempre al punto di
partenza, ovvero a quando governava la DC dove la sinistra storica
stava all’opposizione.
La Sinistra Arcobaleno è
stata punita dai suoi elettori tradizionali perché non le
hanno perdonato di aver sprecato per la seconda volta la possibilità,
che era una anomalia nel nostro Paese, di avere un Governo con le
maggiori forze politiche di sinistra.
Si, l’Italia
ciclicamente torna sempre al punto di partenza.
Tra alcuni giorni si
festeggerà il 25 aprile, Festa della Liberazione. Si festeggia
ma non si ricorda, o meglio non si ricorda abbastanza, oppure si
ricorda solo quello che è più conveniente ricordare.
Certo, il ventennio fascista è lontano, ma lo abbiamo vissuto,
fa parte della nostra storia, siamo figli di quel “seme”. Ci
siamo alleati con chi credeva che solo una “razza” fosse degna di
vivere e di dominare sugli altri. Siamo figli di chi credeva che
fosse giusto, una necessità, sterminare altri essere umani. Se
i flussi dei voti vengono analizzati tenendo conto della nostra
storia ci si rende conto che siamo quelli che eravamo.
Qualcuno certo obbietterà su questa analisi, l’opinione del
momento la fa sempre chi è più forte mediaticamente
nella circostanza. La storia la fanno gli eventi, e
anche quella di solito si può raccontare secondo i punti di
vista del vincitore. Le morti sul lavoro sono
un problema solo perché i media ne parlano, l’aviaria non
c'è più, come non c’è più la diossina
nelle mozzarelle ed è scomparsa pure la mucca pazza. Tutti i
politologi, gli opinionisti e gli analisti politici, sono concordi
nel dire e non a torto, che i vincitori di queste elezioni sono la
lega e in misura minore l’Italia dei Valori. Tutti a dire che la
Lega ha ottenuto questo consenso perché è vicino ai
cittadini, perché interpreta meglio i bisogni le attese e le
speranze dei cittadini del nord. Sarà veramente per questo che
hanno avuto questo consenso?
Anche qui la memoria è
approssimativa.
La Lega ha sempre avuto
nella sua ragione d’essere fomentare l’odio contro qualcuno, il
loro obbiettivo originario era la liberazione del nord dai
meridionali uno dei loro slogan era “meglio un negro che un
meridionale“.
Adesso il posto dei
meridionali lo hanno preso gli stranieri, come dire:
“nulla si crea, nulla si
distrugge, tutto si trasforma”.
Cambiano le epoche, le
situazioni, ma la natura dell’uomo non cambia mai.
Orazio Vecchio
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Ultimo aggiornamento : 20-04-2008 09:10
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